«Un chatbot gestito dal Comune per ridurre il divario digitale»

La classe 4GSA scrive su L'Arena, L'Arena scrive del Copernico Pasoli e Maria Tomba ricorda il tempo passato a scuola

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Personale scolastico

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Uno strumento che instaura conversazioni tra l’utente e IA per migliorare i servizi grazie alla tecnologia e spiegare facilmente come utilizzare sistemi come Spid e Cie a persone anziane e non pratiche. Nostro sondaggio: il 43% degli intervistati ha difficoltà sulle piattaforme della PA; il 97% è favorevole a un tutor online a gestione comunale

Nel territorio di Verona il divario digitale è collegato alle condizioni economiche e sociali della popolazione, legandosi anche alla geografia dei quartieri.

Nel 2025 l’Istat ha realizzato una “mappa del disagio”, secondo la quale la povertà economica rappresenta uno dei principali fattori predittivi dell’esclusione digitale. Le disparità tra quartieri sono particolarmente marcate: in zone come Veronetta, la percentuale di famiglie prive di reddito da lavoro o pensione raggiunge l’11,9%, mentre in aree più benestanti come Santa Maria in Stelle si ferma al 3,6%. Questa disuguaglianza si riflette direttamente nell’accesso alle tecnologie.

La situazione risulta ancora più critica tra la popolazione anziana, che vive in una condizione di solitudine digitale: il 68% degli over 65 non possiede competenze digitali di base, condizione che si aggrava nei contesti di isolamento, come nel quartiere di San Zeno, dove quasi un anziano su cinque vive senza una rete familiare di supporto, rendendo di fatto inaccessibili strumenti essenziali come lo Spid o il fascicolo sanitario elettronico. Inoltre, anche nei comuni della Lessinia e delle aree interne si registrano tassi di utilizzo dei servizi digitali inferiori del 15-20% rispetto al capoluogo. Questo divario è dovuto sia a una popolazione mediamente più anziana sia a una copertura della rete talvolta insufficiente.

Nel complesso, la situazione evidenzia come la trasformazione digitale, pur avanzando sul piano dell’offerta, non riesca ancora a garantire un accesso equo e inclusivo.

Allo scopo di migliorare i servizi grazie alla tecnologia, si potrebbe realizzare un chatbot — ovvero uno strumento che instaura conversazioni tra l’utente e l’intelligenza artificiale — a gestione comunale che garantisca la privacy. L’intenzione è quella di spiegare facilmente come utilizzare sistemi come lo Spid o la carta d’identità elettronica a persone anziane in quanto nate e cresciute senza tecnologia non hanno una piena padronanza di essa. Per essere usato con facilità, il chatbot dovrebbe avere un’impostazione semplice e intuitiva e disporre di alcune funzionalità: il menù organizzato in macro aree (documentazione, dichiarazioni fiscali, bonus e criteri per accedervi) dovrebbe offrire un video esplicativo per le richieste più comuni o complicate; inoltre, personalizzare il servizio permetterebbe l’indicazione di agevolazioni particolari tramite l’inserimento dei propri dati. Gli ambiti di applicazione alle fasce interessate potrebbero essere molteplici. Lo dimostra un nostro sondaggio condotto nella comunità scolastica e nelle famiglie inerente al rapporto fra popolazione e piattaforme digitali.

Il questionario è stato compilato principalmente da studenti di età compresa fra i 14 e i 18 anni e da lavoratori di varie fasce d’età, in totale 100 persone. I dati emersi evidenziano che il 43% degli intervistati ha riscontrato difficoltà sulle piattaforme della Pubblica Amministrazione; il 97% è favorevole alla creazione di un tutor online a gestione comunale, ritenuta utile soprattutto negli ambiti sanitari (82%) e burocratici (84%) ma anche in altri settori come l’Istruzione e l’accesso ai bonus. È emerso che ne beneficerebbe tutta la comunità, in particolare la fascia degli over 65 (78%) e la comunità straniera (57%).

Rimane ancora dubbio, per il 58% degli intervistati, se gli anziani utilizzerebbero questa applicazione. Tuttavia la tecnologia è diventata una costante nella vita di tutti i giorni, si è visto che alcune applicazioni ad esempio WhatsApp sono ormai usate quotidianamente anche dalle persone più anziane. Per ciò un’interfaccia semplice ed intuitiva, una campagna di informazione e una mediazione da parte di figli e nipoti potrebbero aiutare a superare il blocco iniziale.

Classe 4 GSA Copernico Pasoli

La scheda della scuola
L’unione di due realtà senza rinunciare alle loro identità

La fusione di Copernico e Pasoli, nel 2014, punto di arrivo di un tracciato preparato nel tempo. Oggi quattro percorsi liceali

L’istituto Copernico-Pasoli nasce nel 2014 dall’unione funzionale di due realtà scolastiche storiche dell’est veronese. L’accorpamento è stato il punto di arrivo di un percorso preparato nel tempo, con l’obiettivo di razionalizzare le risorse senza rinunciare alla storia e all’identità dei due istituti.

Il liceo Niccolò Copernico, in via Anti a San Michele Extra, era sorto nel 1992 come succursale del liceo scientifico Messedaglia per rispondere alla crescita della domanda formativa nella zona. Diventato autonomo nel 2008, ha ampliato progressivamente la propria offerta con l’attivazione dell’opzione scienze applicate, del liceo linguistico (dal 2011-2012) e del liceo sportivo (dal 2016-2017).

L’istituto tecnico Aldo Pasoli di via Dalla Corte, in Borgo Trieste, ha invece origini più lontane. Era nato nell’autunno del 1974 come sede staccata dell’istituto Pindemonte. I primi diplomati in ragioneria arrivano nel 1978, anno in cui la scuola viene intitolata al professor Aldo Pasoli, insegnante ricordato per il valore culturale e civile del proprio impegno educativo. Come si legge nel discorso per l’inaugurazione del 13 gennaio 1979, Pasoli «con la nobiltà della dottrina, l’amore per la scuola, la coerenza della vita, la dignità dell’impegno politico è ancor oggi, pur nella diversità dei tempi, un esempio da additare alle giovani generazioni».

Oggi l’offerta formativa del polo scolastico comprende quattro percorsi liceali (scientifico ordinario, scienze applicate, linguistico e sportivo) e quattro dell’istituto tecnico commerciale (amministrazione, finanza e marketing, sistemi informativi aziendali, relazioni internazionali per il marketing, turismo). L’evoluzione ha rafforzato il ruolo del polo come punto di riferimento formativo per l’utenza dell’est veronese e ponte tra la scuola e il mondo del lavoro. L.Per.

L’ex: Maria Tomba
Cantante, finalista a X-Factor e fra le «Nuove Proposte» a Sanremo

«Volevo fare la scienziata. La musica nella mia vita con la band della scuola»

Dalla band della scuola ai palchi della musica italiana. È il percorso di Maria Tomba, cantautrice veronese di 23 anni, finalista di X-Factor 2023 e tra i protagonisti di Sanremo 2025 nella categoria «nuove proposte». La sua è la storia di una passione nata tra i banchi del Copernico-Pasoli, dove si è diplomata nel 2021, e trasformata negli anni in una professione a tutti gli effetti.

Com’era la Maria studentessa? Riusciva già a conciliare lo studio con l’inclinazione artistica?
Conciliare le due cose è stato naturale e mai pesante. La mia parte artistica è nata proprio tra i banchi di scuola. La mia prima canzone l’ho scritta durante una supplenza di matematica… Ho scelto il Copernico-Pasoli anche perché offriva molti progetti pomeridiani, tra cui la band d’istituto: la Sun School Band, in cui sono rimasta per cinque anni. È stata un’esperienza incredibile. Devo a quel progetto lo sviluppo della presenza scenica che mi porto dietro ancora oggi.

Spesso, quando si finiscono le superiori, ci si sente davanti a un bivio. Lei come ha vissuto quel momento? Aveva già le idee chiare sul percorso che avrebbe intrapreso?
Pensavo di avere, ma la vita poi mi ha portata da tutt’altra parte. Fin da bambina il mio sogno era diventare una neuroscienziata, ma purtroppo non ho superato il test di ammissione a Medicina. In quel momento di stallo, la musica è stata il mio conforto. Mi sono detta: “Ho 18 anni, voglio provarci, devo buttarmi”. All’inizio facevo fatica ad accettare un percorso così poco convenzionale rispetto ai miei piani, poi ho capito che dovevo rischiare tutto per la musica. Ho avuto un supporto grandissimo dalla mia famiglia. A furia di sacrifici, oggi questo sta diventando un lavoro a tempo pieno.

Qualche insegnamento appreso a scuola è tornato utile quando hai iniziato a lavorare nel mondo della musica?
La scuola mi ha insegnato la costanza e la perseveranza e mi ha trasmesso il valore fondamentale della conoscenza. Quando ti trovi nel mondo del lavoro, ad esempio quando devi relazionarti con le dinamiche del business musicale, essere informati evita che qualcuno ti metta i piedi in testa. Infine, gli studi umanistici e la letteratura mi hanno dato spunti che poi ho rielaborato nei testi delle mie canzoni.

Che consiglio darebbe a uno studente che vuole intraprendere una carriera non convenzionale?
Di essere curiosi e sicuri della propria strada. Di ascoltare i pareri di chi ha più esperienza, ma alla fine seguire l’istinto senza lasciare che altri decidano della propria vita. Non abbattersi per una porta chiusa. Laura Perina

 

Da L’Arena del 3 giugno 2026