Mentre Verona si prepara a diventare Capitale italiana del volontariato 2027, in città c’è già chi prova a tradurre questo riconoscimento in una pratica quotidiana. Non con grandi dichiarazioni, ma attraverso esperienze concrete.
È il caso dell’iniziativa promossa all’istituto Copernico-Pasoli di San Michele, dove una mattinata dedicata al volontariato ha superato la formula tradizionale dell’assemblea d’istituto per trasformarsi in un momento formativo strutturato, pensato per informare e offrire occasioni di coinvolgimento diretto.
L’iniziativa
«L’iniziativa ha introdotto un elemento nuovo, quello della cittadinanza attiva come parte integrante della formazione. Si tratta di un aspetto che raramente trova spazio nei percorsi scolastici tradizionali, orientati al binomio università-lavoro. In questo caso, lo abbiamo affrontato attraverso le esperienze raccontate da chi opera ogni giorno nel volontariato», spiega il rappresentante d’istituto Giampietro Castagna, che ha ideato e realizzato l’evento insieme ai colleghi Virginia Assenza, Giulia Ragusa e Francesco Montolli.
Sette le realtà volontaristiche coinvolte: Nico tra le stelle, Anime Fragili, Attiviamo Verona, Ronda della Carità, SOS sulla neve, Party Smile Crew e Croce Blu, ciascuna con i propri ambiti e modalità, dalla sicurezza sul lavoro alla tutela ambientale, dal supporto alle persone in difficoltà agli interventi di emergenza, fino alle attività in ospedale e nei contesti artistici e sociali. Un campione rappresentativo, ma che ha restituito la complessità del settore.
Dopo una prima fase di presentazione in aula magna, nella sede di via Dalla Corte, l’iniziativa si è spostata all’esterno, dove gli spazi della scuola sono stati riorganizzati in un vero e proprio “villaggio del volontariato”, con stand informativi e dimostrazioni pratiche. Qui si è giocato il passaggio decisivo, dall’ascolto all’interazione.
Il confronto
«Abbiamo potuto confrontarci direttamente con i volontari, porre domande, raccogliere indicazioni pratiche e valutare possibili forme di partecipazione», spiega Castagna. Così l’iniziativa ha espresso il suo massimo valore: rendere il volontariato accessibile e praticabile, da considerare come una componente possibile del percorso di crescita». Il fatto che Verona sia stata appena stata designata Capitale italiana del volontariato «rende questa iniziativa ancora più significativa. In qualche modo abbiamo cercato di intercettare uno spirito che è già presente nel territorio e di portarlo dentro la scuola».
Laura Perina
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